Giornalismo imperfetto

Dana Boyd

E' una pratica comune, non solo del giornalismo "cut&paste", quella di inserire delle citazioni estrapolate dal contesto argomentativo originale per avvalorare la propria tesi. Succede troppo spesso anche nei saggi scritti da eminenti professori, persone di cui pensi e speri di poterti fidare.

Su Repubblica.it di qualche giorno fa è uscito un articolo che utilizza questa tecnica, la giornalista cita Dana Boyd, facendole dire cose che sono lontanissime se non opposte alla conclusioni cui giunge la Boyd nella sua ricerca. In rete ne parlano in due post interessanti Bernardo Parrella e Giovanni Boccia Artieri.

Ognuno di noi dovrebbe verificare le fonti, ma è una pratica chiaramente impossibile se dovessimo farlo su tutti gli articoli che leggiamo. Trovo che scoprire le frottole e le imposture, volute o meno, sia uno dei compiti fondamentali dei Blogger. Esistono Blogger esperti nei loro settori che possono individuare e segnalare simili distorsioni.

Penso tuttavia che l'errore della giornalista sia stata più la fretta che la malafede, anche perché scrivere un articolo sui pericoli di Facebook, e trovare studiosi a sostegno della propria tesi non è impossibile, basta vedere l'articolo di RaiNews24.

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