Venerdì è tempo di Link verso materiali e risorse, a mio avviso interessanti, che ho incontrato in una settimana di navigazione. Anche questa settimana i link sono costruiti attorno ad una parola chiave, quella di questa settimana come potete intuire dal titolo del post è "Tribu'".
Iniziamo con la definizione di tribù :
In antropologia, una tribù è una società umana, cioè una unità sociale determinata, in possesso di una relativa omogeneità culturale e linguistica. Il concetto di tribù non implica per forza una unità territoriale, non è raro per l'appunto trovare sottogruppi della tribù stanziati in zone relativamente lontane l'una dall'altra. (wikipedia)
1) Micheal Maffesoli in un suo libro afferma che siamo entrati nel tempo delle tribù, infatti grazie alle reti è possibile formare piccole comunità all'interno della società.
"Le reti sono già diventate, in effetti, il palcoscenico in cui si esibiscono e talvolta prendono forma i differenti tribalismi che segnano il nostro tessuto sociale. Esse sostengono e accelerano la grande mutazione di topica che accompagna il passaggio alla postmodernità: dalla verticalità all’orizzontalità; testimoniano apertamente quanto le società contemporanee non facciano più perno sull’individuo razionale padrone di sé e del mondo, ma su micro-aggregazioni sociali in cui il sé si perde nell’altro e si scioglie nelle differenti tribù di cui fa parte. La domanda trova una risposta ancora più precisa nei lavori portati avanti dal Gruppo di Studio sulla Tecnologia e il Quotidiano (F. Casalegno, S. Hugon), che hanno ben dimostrato quanto lo sviluppo tecnologico stia dando vita a una fruttuosa sinergia con il ritorno dell’arcaico, con l’esplosione dell’immaginario e con la proliferazione di forme di aggregazione neotribali."
Interessante una sua recente intervista all'espresso dove afferma che:
"Con il progresso e la razionalità abbiamo cercato di canalizzare la violenza. Ma oggi riemergono sentimenti locali, tribali, irrazionali che potremmo definire 'barbari'. Però non credo che questo sia inutile: la società occidentale, a forza di coltivare igienismo sociale assoluto e culto del rischio zero, si è addormentata. Così non rischiamo più di morire di fame, ma di noia. I barbari, però, portano sangue nuovo. Sono i nostri figli, le nuove generazioni, che ci scuotono. Fanno traballare certezze e abitudini, sconvolgono la nostra quiete. I barbari sono persone che non parlano la nostra lingua".
2) Un testo in lingua inglese:
Electronic Tribes. The Virtual Worlds of Geeks, Gamers, Shamans, and Scammers Tyrone L. Adams and Stephen A. Smith
"Whether people want to play games and download music, engage in social networking and professional collaboration, or view pornography and incite terror, the Internet provides myriad opportunities for people who share common interests to find each other. The contributors to this book argue that these self-selected online groups are best understood as tribes, with many of the same ramifications, both positive and negative, that tribalism has in the non-cyber world."
Un approfondimento è possibile leggerlo qui
3) Infine Seth Godin, il suo ultimo libro si intitola appunto Tribes:
Le nuove tribu'
Pubblicato da
Media Flue
16 gennaio 2009
alle
16:50
"Il mondo è sempre stato organizzato in tribù, gruppi di persone cioè, che vogliono o devono connettersi gli uni con gli altri attraverso un leader. Io ho scritto questo libro riflettendo sul fatto che i prodotti, i servizi e le idee che funzionano di più che mai, sono quelli costruiti sul concetto di tribù. Barck Obama ha una tribù, Arianna Huffington ha costruito il più popolare blog al mondo intorno grazie alla sua tribù. Apple, Harley Davidson, sono marchi titanici per la stessa ragione: avere uno di questi prodotti ci contraddistingue ci rende parte di un gruppo, di una tribù di eletti. "(via christiancontessa.com)
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