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Link del venerdì

Ogni venerdì vi propongo dei Link, dei video, dei materiali a mio avviso interessanti, che riguardano il mondo della comunicazione, dei media e dei nuovi media a 360 gradi.

La parola chiave con cui ho pensato di iniziare è "Futuro" ed è attorno a questa parola che vi propongo i materiali di questa settimana:

1) Innanzitutto un intervento video di Barrico sul futuro:



Il video integrale qui

La sintesi dell'intervento:

Il futuro è finito.
Il futuro viene spesso considerato come discarica, buco nero dove buttare ciò che oggi ci crea problemi.
Sono morte due categorie: quelle di progetto e di progresso. Incapaci di pensare al futuro tendiamo a bloccarci sul “nuovo”.
E la tecnica narrativa attuale è quella della fiction TV, priva di un fine, un obiettivo. Lo spirito della serie, caratterizzato dall’immobilità, è ciò che contraddistingue il nostro modo di stare nel mondo.
Il presente, secondo Baricco, è l’unico accadimento; si esclude che esista un prima e un dopo.
Il web non è “nuovo”. Il web è diverso, non esisteva prima. E con esso ci sono due cose che possono essere diverse:
Il senso delle cose si raggiunge con velocità, superficialità, dinamicità.
L’idea di esperienza.
Il futuro è nelle mani dei “selvaggi di genio” non di fini intellettuali. È uno strappo con il presente. Dobbiamo renderci disponibili ad un cambio della grammatica del nostro pensiero. “Verrà distrutto il presente ed il nostro compito è quello di riscrivere ciò che verrà distrutto, con la grammatica del futuro”.



2) Un articolo ormai molto famoso e dibattuto di Nicholas Carr su come il nostro modo di pensare cambi "grazie a" o "per colpa di" Internet e Google in particolare:

Nicholas Carr : Is Google Making Us Stupid?



3) Per finire il blog di Gianpaolo Fabbris sul suo nuovo libro Societing ;

bastano queste poche righe prese dal suo blog per capire come la sua visione del Marketing sia adatta al futuro della società che ci aspetta:

Societing è anche il nuovo incontro del marketing nel difficile cammino, come per l’Apostolo, verso Damasco con la società. Per una evoluzione dell’attuale modello di consumo in un direzione che non mistifichi l’accumulo di prodotti con la qualità della vita; che sia consapevole che un pianeta con delle risorse finite non può procedere verso una crescita illimitata ; che i beni relazionali sacrificati o distrutti procedendo lungo gli attuali percorsi hanno un costo elevatissimo per il nostro benessere.

Societingblog

10 libri fondamentali per un Blogger

Per fare e mantenere un blog è necessario avere delle competenze, alcune magari fanno già parte del nostro bagaglio culturale, altre invece è necessario acquisirle.
Ecco perché per quanto il Web ci offra infinite risorse, alla fine torno sempre sui libri per imparare cose nuove, e per avere un quadro della situazione dall'alto.
Ecco la lista dei libri che ogni blogger, a mio avviso, dovrebbe avere.

Un Guida pratica generale:

come si fa un blog 2.0, mediaflue

Come si fa un blog 2.0 di D'Ottavi Alberto; Sorchiotti Tommaso;


Sulla scrittura tre libri, visto che è la parte portante del weblog:

Elementi di stile nella scrittura, mediaflue

Elementi di stile nella scrittura di Strunk William Jr. ;

Il mestiere di scrivere, mediaflue

Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web di Carrada Luisa;

don't make me think, mediaflue

Don't make me think. Un approccio di buon senso all'usabilità del web
di Krug Steve;

Un libro sulla gestione del tempo, dato che è sempre difficile trovare il tempo per scrivere!

detto, fatto!, mediaflue

Detto, fatto! L'arte dell'efficienza di David Allen (sul metodo GTD ho scritto un post)

Qualcosa di marketing...

la mucca viola, mediaflue

La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone di Seth Godin ( di cui consiglio anche il Blog)

Un ebook fresco di pubblicazione molto interessante scaricabile gratuitamente:

minimarketing, mediaflue

[mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso di Gialuca Diegoli
sc

Un paio di libri su l'analisi sociologica dei blog come nuovo strumento di comunicazione e non solo:

blog!, mediaflue

Blog! di Kline David; Burstein Dan

blog generation, mediaflue

Blog generation di Giuseppe Granieri

Per finire un analisi sul mondo dei blog personali e sulla costruzione dell'identità in rete

blog-grafie, mediaflue

Blog-grafie. Identità narrative in rete a cura di Di Fraia G.

Comunicazione e Ego

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Sapete perché i corsi di comunicazione efficace non funzionano? a mio avviso per un semplice motivo; perché chi frequenta questi corsi, usa le tecniche imparate per manipolare non per comunicare. Ma perché quasi tutti cadono in questo tranello nonostante partano con i migliori propositi?

Per un problema di Ego. È da li che bisogna partire. L’ego è qualcosa che abbiamo coltivato tutta la vita. Ci siamo completamente identificati con questa falsa costruzione di noi stessi. Non è facile disfarsene.
Vogliamo essere migliori degli altri, non entrare in relazione con gli altri. Vogliamo dominare gli altri, non entrare in sintonia con gli altri. Utilizzare tutte quelle frasi che ci hanno insegnato essere efficaci non migliora la situazione. Perché sono appiccicate, imparate, memorizzate. Le varie frasi del tipo: “dal mio punto di vista penso che” o "correggimi se sbaglio” se ripetute a pappagallo non servono ad un bel niente.

La definizione di comunicazione è “appartenenza a più persone; mettere in comune; unire in comunità”. Ma come possiamo entrare in comunione ( il significato può rifarsi infatti alla comunione eucaristica della tradizione cristiana) con qualcuno se vogliamo solo fare passare le nostre idee? Non è possibile. Possiamo persuadere qualcuno, ma solo perché lo stiamo dominando.

Questo è un classico esempio di gioco a somma zero. Uno vince l’altro perde. Si genera conflitto non collaborazione. Ne parla anche Watzlawick nel quinto assioma della comunicazione, interazione simmetrica e complementare.

Comunicare significa anche condividere; attraverso la comunicazione creiamo una comunità e dunque una società, basata sulla reciprocità.

Non si imparano queste cose in un corso di qualche ora dal costo di 1000 euro in un Holiday inn nel centro di Milano. Trovo del tutto inutile ripetere come un mantra frasi del tipo:
dovete pensare in termini di abbondanza, adottare un approccio Win-Win, collaborare non sfruttare” come viene insegnato in questi corsi.

Non è sufficiente ripeterselo. Stiamo parlando di Ego. Per cambiare approccio deve esserci un percorso interiore. Lento, lungo e meditato.
Solo allora la comunicazione diventa efficace, perchè non stiamo comunicando con le parole, ma con la nostra anima.

Rivoluzione digitale e modi di produzione

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Le nuove tecnologie e soprattutto l'introduzione del computer, hanno modificato profondamente le modalità di produzione tipiche della società industriale caratterizzate dall'organizzazione fordista del lavoro.

Con l'introduzione dell'automazione (robot industriali) infatti, viene meno l'importanza della manodopera nelle varie fasi di produzione, e acquista importanza in modo esponenziale la comunicazione, vale a dire le relazioni tra i diversi settori del processo produttivo. Si viene a creare quindi un processo di destrutturalizzazione del luogo deputato alla produzione, cioè la fabbrica.

Grazie alle telecomunicazioni i vari processi possono essere svolti in luoghi diversi, una sorta di superamento dello spazio fisico. L'innovazione tecnologica ha quindi spostato una grossa fetta di produzione dai beni materiali a quelli immateriali. Essendo sempre minore la richiesta di lavoro manuale, oramai si calcola che la metà della forza lavoro in Europa (negli Stati Uniti è ancora maggiore) è impiegata nel settore dell'informazione, dove molte sono le mansioni legate alla promozione dei prodotti.

Questi cambiamenti hanno stimolato dunque quei settori economici dove si producono direttamente beni immateriali, e nonostante sia il mercato editoriale sia quello dello spettacolo siano presenti nella realtà da più di un secolo, è soltanto con la rivoluzione digitale che le dimensioni del mercato dell'immateriale acquistano rilevanza superando addirittura per importanza quelle dei mercati tradizionali, basti pensare che l'industria economicamente più importante in America è quella del software e non dell'hardware.

Se il settore trainante dell’economia non sono più le merci ma prodotti immateriali, quindi le idee, le informazioni, insomma i prodotti culturali, il valore dell’aziende si misura di più sulle idee che sul patrimonio di beni materiali: il New York Times Magazine ha definito che “l'unico vero patrimonio di Microsoft è la fantasia umana”.

Creatività e proprietà intellettuale sono la nuova ricchezza , come afferma J. Rifkin:

nel ventunesimo secolo, le imprese saranno sempre più coinvolte nello scambio di idee e a loro volta, gli individui saranno sempre più propensi ad acquistare l'accesso a tali idee e all'involucro materiale in cui saranno contenute. La capacità di controllare e vendere pensiero diventerà la forma più sofisticata di abilità commerciale.
In questa prospettiva si fa centrale la questione del diritto d'autore.

Grillo non è un blogger

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Il potere della rete. Beppe Grillo è riuscito a mobilitare migliaia di persone, scese in piazza persuase dalle idee proposte attraverso il suo blog . Per la prima volta Internet ha iniziato ad avere una forza persuasiva sulle persone pari o quasi a quella che hanno i media tradizionali.

Ma se andiamo ad analizzare il fenomeno Grillo ci rendiamo conto però che l'uso che fa della rete è peculiare ed è molto distante dall'uso che dovrebbe caratterizzare la rete come nuovo mezzo di comunicazione, più democratico e orizzontale. ( Comunicazione "dal basso" rispetto al modello imposto dall'alto e gerarchico della TV o dei giornali.)
A mio avviso il fenomeno Beppe Grillo non può essere inquadrato all'interno di un nuovo modo di fare comunicazione, in quanto le sue strategie rientrano in una logica che potremo definire ibrida tra i vecchi e i nuovi media. Vediamo perchè:

Grillo è un comico reso popolare dai media tradizionali nel corso degli anni, ed è grazie a questa popolarità che il suo blog ha iniziato ad avere un consistente seguito. Vediamo quindi come il vantaggio iniziale è dovuto alla sua presenza in TV nel passato.

Grillo usa un società specializzata in comunicazione per le sua campagne di promozione degli eventi (la casaleggio&associati). Societa esperta tra l'altro nell'analisi della blogosfera. Anche in questo caso la forza della rete è stato dopata grazie ad una mirata campagna di Marketing Virale

Grillo incarna il ruolo di leader carismatico. Max Weber ha definito il carisma in questi termini: "una certa qualità della personalità di un individuo, in virtù della quale egli si eleva dagli uomini comuni ed è trattato come uno dotato di poteri o qualità soprannaturali, sovrumane, o quanto meno specificamente eccezionali. Questi requisiti sono tali in quanto non sono accessibili alle persone normali, ma sono considerati di origine divina o esemplari, e sulla loro base l'individuo in questione è trattato come un leader." Questa definizione ci fa capire come la figura di Grillo sia su un altro livello rispetto ai suoi lettori e quindi il suo ruolo risulta lontanissimo dall'idea di rete e blog come luogo di confronto e di dialogo.

Il suo blog è sommerso dai commenti a cui Grillo non può chiaramente rispondere, in questo modo la comunicazione ritorna ad essere unidirezionale, proprio come nei media tradizionali. Inoltre il rumore creato da migliaia di commenti, spesso inutili, fa si che non si crei nessun dibattito serio sulle idee proposte.

La sua popolarità si accresce grazie al sensazionalismo delle sue uscite che vengono riprese dai media broadcast, dunque la sua risulta una strategia comunicativa di stampo tradizionale. I suoi eccessi hanno l'obiettivo di creare visibilità sui media tradizionali.


Foto credit: Mario Bucchic, Casaleggio Associati.

10 libri fondamentali sulla comunicazione e i nuovi media

Quello che vi propongo in questo post, è la lista dei dieci testi più importanti, o comunque fondamentali e utili, per comprendere la comunicazione, i media e le conseguenze che hanno i nuovi media sugli uomini e sulla società. Dieci libri chiaramente sono pochi, per cui ho cercato di inserire quelli che sono a mio avviso imprescindibili, senza nessuna pretesa di completezza.
Ecco la lista:

Ugo volli :
Il nuovo libro della comunicazione. Che cosa significa comunicare: idee, tecnologie, strumenti, modelli.


Tutto quello che c'è da sapere sulla comunicazione è all'interno di queste 300 pagine.







Denis McQuail:
Sociologia dei media.


Un ottimo manuale che tratta di sociologia della comunicazione di massa.
Un manuale completo e chiaro, un testo di riferimento. E' sufficiente vedere quante università lo adottano come libro di testo nei corsi di comunicazione per capire la sua importanza.





Marshall McLuhan:
Gli strumenti del comunicare
.


Apprezzato e criticato, con gli anni è diventato un classico. Costantemente presente nelle bibliografie di tutti i testi che trattano di comunicazione e media.





Meyrowitz Joshua:
Oltre il senso del luogo. L'impatto dei media elettronici sul comportamento
sociale.


Con le nuove tecnologie il concetto di spazio muta, e con esso anche i nostri rapporti interpersonali cambiano. Un analisi sociologica che prende spunto dalle idee di Goffman e di McLuhan proponendo una sintesi brillante.






Nicholas Negroponte:
Essere digitali
.


Un libro che ha segnato un'epoca, una delle prime e più lucide esposizioni della allora nascente società digitale e le sue conseguenze sulla società.







Pierre Lévy:
L'intelligenza collettiva. Per un'antropologia del cyberspazio.


Come la rete e la condivisione delle informazioni possono cambiare noi stessi e il modo in cui partecipiamo alla vita pubblica. Un libro importante ma non di facile lettura.







Sherry Turkle:
La vita sullo schermo. Nuove identità e relazioni sociali nell'epoca di Internet.


Una ricognizione sul rapporto uomo-computer e un analisi lucida su come quest'ultimo sia entrato nelle nostre vite, modificando la nostra mente, le nostre relazioni e la nostra identità.




Lev Manovich:
Il linguaggio dei nuovi media.

Dalla quarta di copertina:
"Questo libro viene definito il libro Cult da tutti gli studiosi e gli attori chiave nel campo delle arti elettroniche: registi, storici della comunicazione, producer televisivi, web designer, critici d'arte e artisti."





Jenkins Henry:
Cultura convergente.


Il rapporto produttore/consumatore dei media che muta grazie alla rete.
Un testo pieno di case study interessanti. Una fotografia dettagliata della cultura pop moderna.






Castells Manuel :
La nascita della società in rete


Un'opera monumentale, paragonata per importanza al Capitale di Marx.
Il libro affronta le trasformazioni sociali avvenute con la rivoluzione digitale dell'informazione. L'informazione come fattore chiave nell'economia mondiale.






PS: Essendo la mia personale "Top Ten" sono ben accette critiche e/o suggerimenti per sostituire o aggiungere qualche testo importante che non ha trovato spazio.