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Le insidie del Linguaggio ( seconda parte)

Denotazione e Connotazione.

Le parole non hanno semplicemente un significato informativo, cioè non indicano solo cose del mondo materiale ma hanno anche dei significati astratti, non sempre precisi e unanimanente definiti. Sovente le parole suscitano emozioni, cioè hanno un significato ulteriore rispetto al significato letterale. Pertanto è bene distinguere la denotazione dalla connotazione.



  • La denotazione indica il senso reale della parola, spesso è il primo significato che viene indicato nei dizionari.
  • La connotazione indica i significati figurati legati alla parole, legati al contesto, alla cultura in cui le parole sono inserite e che quindi possono suscitare emozioni diverse.
Esempio: dire "lavoratore" o "salariato" ha lo stesso significato denotativo mentre a livello connotativo si configura in due modi diversi. Il lavoratore è una persona che fatica, che produce, mentre il salariato è uno che riceve un salario. Stessa denotazione diverse connotazioni.

Da questo semplice esempio si intuisce quanto sia importante prestare attenzione alle parole che vengono usate perché spesso dietro al loro significato letterale sono nascosti ulteriori significati che potremmo definire ideologici.
Umberto Eco sottolinea che :

"Attraverso la lettura delle connotazioni si delinea la possibilità di leggere le traccie dell'ideologia, e il modo in cui una società fa circolare in modo altamente persuasivo i segni più apparentemente innocui.
Non a caso il linguaggio della politica utilizza un lessico preciso per veicolare significati voluti.
George Orwell si esprimeva in questi termini riferendosi al linguaggio della politica:

“Nella nostra epoca, il discorso e gli scritti politici sono in gran parte una difesa dell’indifendibile, il linguaggio politico finisce di consistere in una serie di eufemismi, affermazioni di principio e pure vaghezze nebulose. Questa fraseologia è necessaria quando vogliamo dare un nome alle cose senza per questo evocare immagini della mente” George Orwell, Politics and the English Language (1946)
Nel campo della comunicazione politica gli esempi sono molteplici, il più abusato negli ultimi anni è stato "Operazione di polizia internazionale" al posto di guerra. D'altronde anche Sun Tzu ne " l'arte della guerra" diceva: "Tutta l'attività militare si basa sull'inganno".

Per finire vi propongo un interessante articolo recentemente uscito sul sole 24 ore dove si parla degli eufemismi usati in questo particolare momento di crisi economica.

Nei prossimi post parleremo di:
  • Ambiguità
  • Enfasi
  • La paura come pratica persuasiva ecc ecc.

Giornalismo imperfetto

Dana Boyd

E' una pratica comune, non solo del giornalismo "cut&paste", quella di inserire delle citazioni estrapolate dal contesto argomentativo originale per avvalorare la propria tesi. Succede troppo spesso anche nei saggi scritti da eminenti professori, persone di cui pensi e speri di poterti fidare.

Su Repubblica.it di qualche giorno fa è uscito un articolo che utilizza questa tecnica, la giornalista cita Dana Boyd, facendole dire cose che sono lontanissime se non opposte alla conclusioni cui giunge la Boyd nella sua ricerca. In rete ne parlano in due post interessanti Bernardo Parrella e Giovanni Boccia Artieri.

Ognuno di noi dovrebbe verificare le fonti, ma è una pratica chiaramente impossibile se dovessimo farlo su tutti gli articoli che leggiamo. Trovo che scoprire le frottole e le imposture, volute o meno, sia uno dei compiti fondamentali dei Blogger. Esistono Blogger esperti nei loro settori che possono individuare e segnalare simili distorsioni.

Penso tuttavia che l'errore della giornalista sia stata più la fretta che la malafede, anche perché scrivere un articolo sui pericoli di Facebook, e trovare studiosi a sostegno della propria tesi non è impossibile, basta vedere l'articolo di RaiNews24.